“Questo tentativo di interpretazione alternativa va lodato per la sua professionalità e per il virtuosismo musicale che resta fedele allo spirito di Schubert. È senza dubbio un’aggiunta preziosa alla vasta discografia di quest’opera.” – Klassik begeistert (Winterreise, ottobre 2025)
“Raccomando questa registrazione a chiunque ami questi brani e abbia familiarità con le interpretazioni pianistiche. È diventata per me particolarmente cara.” – Pizzicato (Winterreise, settembre 2025)
“Tomasi ha interpretato l’opera con impressionante sensibilità e virtuosismo. Il giovane italiano sembrava immerso nel suo strumento.” – Nordkurier (Konzertkirche Neubrandenburg, Neubrandenburger Philharmonie e Will Humburg, aprile 2024)
“Non è certo stato facile sostituire il pianoforte in un Lied di Schubert (…). Ma in questa operazione nulla è andato perduto dell’eredità schubertiana: le chitarre, infatti, suonate con perizia, intelligenza, espressività e, soprattutto, con raffinatissimo gusto timbrico, hanno penetrato e ricreato lo spirito poetico dei testi, fondendosi perfettamente con il canto in un’unità armoniosa e pregnante. (…) Tutto viene espresso con atteggiamenti stilistici variati, puntuali e incisivi, in un dialogo serrato fra il solista e le chitarre, che hanno mirabilmente sottolineato, accompagnato, preparato il sentire espresso splendidamente dal cantante che ci ha trascinati al centro del dramma con la sua voce calda ed espressiva, la potenza della sua interpretazione, sempre viva ed efficace, la dizione chiara e l’intonazione perfetta. (…) Un’interpretazione che ci ha fatti sognare. Concerto bellissimo, ovazioni alle stelle.” – Il Risveglio Popolare (Teatro Giacosa di Ivrea, Rassegna Internazionale di Musica da Camera “Accordi Rivelati”, marzo 2023)
“Fra tutti gli arrangiamenti della parte pianistica, probabilmente il più fedele all’originale è quello per due chitarre, soprattutto se si pensa al fatto che i lieder erano già eseguiti con questo tipo di accompagnamento ai tempi di Schubert. In breve: difficilmente si può dire che sia mancato qualcosa in questa matinée, anche perché la dimensione della sala, con solo 60 ascoltatori, si adattava perfettamente all’intimità dell’accompagnamento. L’unico possibile problema avrebbe potuto essere che la voce sembrasse troppo scoperta e in evidenza. Jonas Müller, tuttavia, con la sua voce baritonale fine e magistralmente guidata e con grande concisione e chiarezza, ha raccontato la storia di un uomo che, con la fine del suo amore, si lascia sempre più travolgere dall’autocommiserazione e dalla depressione, lasciando crescere in sé, con la stessa rapidità, il desiderio di morire.” – Süddeutsche Zeitung (Kammermusik in Pasing, gennaio 2023)
“Sin dalla prima nota, il trio è stato convincente: la voce e l’ensemble di chitarre si sono subito intrecciati in un’esperienza uditiva commovente che sembrava galleggiare lungo la navata della chiesa. (…) A malapena il pubblico osava respirare (…). Jonas Müller riesce a farsi carico del destino dell’amante ingannato, il cui canto si trasforma gradualmente in una delirante depressione. Sa come raggiungere un improvviso fortissimo o un sonoro piano, nonché mantenere una trattenuta mezza voce. (…) Cantare per 75 minuti senza sosta è una grande prova fisica che padroneggia brillantemente. Davide Giovanni Tomasi e Marco Musso accompagnano il baritono con cautela, ma in modo completamente convincente. Offrono una risonante capacità espressiva in grado di amplificare le emozioni estreme del viandante.” – Passauer Neue Presse (Alte Kirche Pleinting, gennaio 2023)
“Davide Giovanni Tomasi, prima dell’intervallo, ha regalato anticipatamente agli ascoltatori l’apice della serata, la famosa Ciaccona di Johann Sebastian Bach (…). È stato subito evidente quanto questa musica fosse importante per lui. Il carisma di questa opera ha avuto l’effetto di una pacata preghiera nell’irrequietezza del nostro presente. L’impatto sul pubblico non è mancato – a lungo un silenzio assoluto, poi un grande applauso. (…) Una serata che rimarrà tra i ricordi speciali degli ascoltatori.” – Süddeutsche Zeitung (Iffeldorfer Meisterkonzerte, settembre 2018)
“La seconda parte del concerto è stata interamente dedicata al genio compositivo ottocentesco di Giulio Regondi: Tomasi si è cimentato in due pagine che pochi chitarristi eseguono a causa delle terribili asperità tecniche, gli Studi n°2 e n°4. Una prova che il musicista pavese ha superato con maestria e sensibilità, grazie a un tocco scintillante e precisissimo. Di seguito è stata proposta Introduzione e Capriccio op. 23, altra complicata e virtuosa pagina di Regondi: nei quindici minuti della sua durata Tomasi ha dato sfoggio della sua abilità tecnica, vestendo la composizione di colore e di vigore (quando occorreva) con una spontaneità davvero stupefacente.” – Il Cittadino (Atelier Chitarristico Laudense, settembre 2018)
“Una serata eccellente, ricca, magica, con un repertorio originale ed un grande talento. Non è un chitarrista dall’attacco ruvido e violento, non finalizza la sua magnifica tecnica a superficiali effetti circensi, ma alla qualità più elevata, estraendo l’arte dalla musica stessa” – Tiroler Tageszeitung (Meister und Kammerkonzerte Innsbruck, gennaio 2018)
“Un nuovo esordio discografico si presenta con incredibile autorevolezza alle nostre orecchie. Quello del chitarrista pavese Davide Giovanni Tomasi, 26 anni, è nulla meno che un capolavoro (…) Un disco di grande valore che sigilla la statura di un interprete di altissimo livello in grado di osare un programma ambizioso ed esporlo con una personalità forte.” – Seicorde ***** (To The Edge Of Dream, 2018)
“L’eccellente musicalità di Tomasi e il bellissimo suono della sua Philip Woodfield si sono adattati estremamente bene al suo programma ricco di colori (in particolare Takemitsu e Britten) e hanno provato a tutti che il suo senso artistico lo condurrà verso una carriera promettente.” – Gendai Guitar Magazine (Hakuju Hall, Tokyo, dicembre 2017)
“Tomasi ha compiuto un nuovo miracolo alla Klarisky Hall. (…) Il giovane chitarrista era tutt’uno con il suo strumento. Ha scelto due composizioni impegnative, senza esitare nemmeno una volta in tutta la serata, padroneggiandole perfettamente, non solo tecnicamente, ma anche da un punto di vista espressivo, rendendo la sua esibizione più di un’esperienza unica. Tomasi gestisce bene non solo la tecnica, ma anche l’espressività. L’ha dimostrato anche nella sua interpretazione del Nocturnal after John Dowland op. 70 di Benjamin Britten. Quest’opera diabolicamente impegnativa, nella quale l’artista deve tener conto di ogni singolo suono, di ogni singola frase, cosicché l’ascoltatore possa apprezzare la complessa struttura musicale, è una sfida per ogni chitarrista. I passaggi lenti alternati a sezioni rapide suonate con un tempo estremamente veloce e la struttura criptica (ed è compito dell’artista quello di creare un tutt’uno comprensibile) erano così naturali per Tomasi, come se fosse un’opera per bambini o come se l’avesse scritta lui stesso. Tomasi è la musica che suona non solo dal punto di vista formale ed espressivo, ma anche da quello compositivo. Inoltre non c’è stato neanche un singolo errore e quindi la Klarisky Hall si è goduta un meraviglioso artista, delle meravigliose composizioni e dei meravigliosi compositori. I nostri occhi non potevano credere che stessero guardando una persona così giovane, dal momento che serve un artista esperto che è maturato sia tecnicamente che espressivamente, ma in particolare mentalmente per eseguire un tale repertorio . Il giovane Italiano, che ha ventiquattro anni (…), ha mostrato una maturità notevole – non solo per le sue qualità tecniche ed espressive, ma anche per la sua umanità e personalità. Il pubblico ben preparato della Klarisky Hall ha apprezzato a sua volta – grazie ad un applauso interminabile, Tomasi ha dovuto suonare un bis e ammetto sinceramente che non mi sarebbe dispiaciuto se l’applauso fosse durato fino ad oggi.” – Moja Kultura (Klarisky Hall, Bratislava, giugno 2016)
“Tomasi non ha mancato di stupirci con la sua tecnica impeccabile e rapinosa e la maturità espressiva, rara in un esecutore della sua età: caldo il suono, arioso il fraseggiare, raffinati i coloriti; c’era la sensazione che l’artista e il suo strumento fossero un tutt’uno” – ll Risveglio Popolare (Auditorium Mozart, Ivrea, novembre 2013)